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La mia personale esperienza e percorso riabilitativo




Voglio condividere con voi le motivazioni che mi hanno portata ad aprire questo blog e a fare il grande passo di condividere la mia personale esperienza.

Vi illustrerò come sono arrivata alla diagnosi di infiammazione della sindrome femore rotulea partendo da una situazione di assoluta mancanza di problemi alle ginocchia.

Ebbene si confesso, dopo una rovinosa caduta sulle ginocchia,  mi era stata  inizialmente diagnosticata una distrazione del collaterale mediale di 1° grado più sintomatica sul sinistro e da qui è iniziato il mio doloroso esodo da un esperto all'altro senza giungere ad una soluzione.

Dopo questa diagnosi su consiglio ortopedico iniziai un ciclo di tecar terapia senza interrompere la mia attività lavorativa che comportava un lavoro non proprio sedentario ma di continui spostamenti dall'ufficio al magazzino e spostamento di carrelli.
Non trovando soluzione mi affidai ad un'altro centro che mi propinò tutta una serie di terapie rivelatesi poi inutili di crioterpia - laserterapia - onde d'urto senza aiutarmi a mantenere la mia muscolatura. 
Chiaramente non soddisfatta mi rivolsi ad un luminare ortopedico che visionando la risonanza più di una volta si dichiara più che certo che tutti i miei problemi derivano da una condropatia di primo grado e ad un calo della muscolatura. In sostanza con un po' di acido ialuronico, buole dell'acqua calda e tanta cyclette e un po' di nuoto avrei recuperato il mio problema.

Niente di più sbagliato. Cyclette e nuoto peggioravano la situazione e intatno la mia muscolatura non muovendomi più se non per lo stretto necessario calava a vista d'occhio.
Chiaramente dopo essermi sentita ripetere per l'ennesima volta di fare cyclette e avere avuto un peggioramento della situazione grazie alla medesima decisi di cambiare ortopedico.
Sempre con le stesse risonanze magnetiche il nuovo ortopedico non rilevò alcuna problematicha che necessitasse  un intervento artroscopico e pertanto continuai a curare la condropatia aggiungendo questa volta all'acido ialuronico le Prp (piastrine). Giustificazione sull'incompatibilità della cyclette con la perdita del tono muscolare e l'instabilità rotulea creatasi per la perdita del tono muscolare.

Dopo l'insuccesso di lavorare da casa con esercizi per potenziare il tono muscolare decisi di rivolgermi ad un'altra struttura specializzata e con la "modica cifra di 1.400" euro circa riuscii finalmente a recuperare un po' di muscolatura, ma il dolore non se ne andò comunque. Qui il responsabile della struttura dopo la prima visita mi aveva introdotto un nuovo problema, cominciando a spiegarmi che forse il mio caso dipendeva dall'infiammazione del corpo di Hoffa.
In questo centro ho finalmente recuperato il minimo di muscolatura che ha consentito almeno di bloccare in parte il processo degenerativo, ma il dolore non se ne andò comunque.

Chiaramente cominciava a sorgere il dubbio che questo tipo di infiammazione al corpo di Hoffa fosse piuttosto "difficile" da diagnosticare, visto che due bravi ortopedici non me ne avevano mai accennato.
Inizia qui la perdita di fiducia in merito alla possibilità di guarire oltre anche a quella sulla professionalità dei medici, in quanto anche si fosse trattato di un'infiammazione, con tutte le terapie per disinfiammare avrei dovuto avere qualche piccolo miglioramento invece che continuare a peggiorare.
E la sequela dei dubbi cominciò a crescere sempre di più quando decisi di battere altre piste per capire perchè il mio problema non si risolveva. Decisi di rivolgermi ad un reumatologo per verificare che non ci fosse qualche patologia nascosta. Gli esami che mi propose evidenziavano un fattore reumatoide leggermente sopra la norma (37 anziché 14 o 20 considerato normale) e una VES di un solo punto sopra i livelli non patologici. Sostanzialmente però controllando tutti gli altri valori ed escludendo altre patologie con ulteriori accertamenti diagnostici mi disse di "stare serena" che i miei problemi non erano certo di natura reumatica.

Ora, a distanza di più di un anno e mezzo, mi ritrovo con il consiglio da parte dell'ultimo ortopedico di intervenire in artroscopia per escludere la patologia reumatica magari ancora non conclamata a livello ematico tramite biopsia sinoviale e chiedendo consiglio alla reumatologa precedentemente interpellata mi ritrovo con un secondo parere positivo. Chiaramente con l'artroscopia si interverrebbe anche su eventuali problemi che le risonanze (ben due fatte a distanza di neppure un anno) non evidenziano.
Premetto che nel frattempo gran parte dei fisioterapisti mi sconsigliano l'artroscopia. Al momento ho solo raggiunto l'obbiettivo di riportare la rotula a lavorare meglio senza creare eccessivi attriti.

Il mio primo consiglio è quindi di non perdere la muscolatura e cercare qualcuno che vi aiuti a trovare degli esercizi da eseguire quotidianamente, ma accertatevi che siano ritagliati in base alla vostra problematica. In questo modo eviterete che la vostra situazione si aggravi.

Così dopo circa un anno e mezzo di dolore e mancata soluzione del problema mi ritrovo come tanti a dover prendere delle decisioni sulla base di opinioni decisamente discordanti.

Sarà mia cura rinnovare e aggiornare il presente post con l'unica finalità di condividere informazioni che possano tornare utili.

Auguro quindi a tutti coloro che si ritrovano nella medesima situazione un sincero in bocca al lupo nella speranza cha la vostra decisione faccia realmente la differenza!



Commenti

  1. Ciao, sei riuscito a risolvere il problema? Si può dire che io negli anni abbia imparato a conviverci.

    Carlo

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